martedì 14 luglio 2009

FAMIGLIA - In calo i consumi reali delle famiglie

Nel 2008 i consumi reali delle famiglie si contraggono. E a registrare il calo più accentuato delle spese sono le regioni del Sud. E’ l'analisi dei consumi delle famiglie italiane nel 2008 elaborata dall'Istat. L'anno scorso, secondo i dati, la spesa media mensile per famiglia è stata pari a 2.485 euro, un dato che risulta praticamente uguale (+0,2%) a quello dell'anno precedente. La spesa media mensile totale varia da un minimo di 1.692 euro per le famiglie composte da un solo individuo a un massimo di 3.251 euro per quelle di cinque o più componenti. E tra queste ultime si osserva la quota di spesa più elevata per i generi alimentari: 21,2% contro 18,4% delle famiglie di un solo componente. Se per le famiglie numerose è la tavola ad assorbire la maggiore parte dei budget, per le famiglie di un solo individuo è invece l'abitazione che incide per il 34% sulla spesa mensile totale contro il 21,2% delle famiglie di cinque componenti e più. Laddove è una donna a tenere in mano le redini, la spesa è di 2.050 euro e di 2.673 euro se, invece, il capofamiglia è un uomo.


Differenze geografiche. Tra le famiglie del Nord, la spesa per beni e servizi non alimentari è pari a 2.346 euro, nelle regioni centrali, invece, è di 2.066 euro. Nel Mezzogiorno, infine, la spesa scende ulteriormente arrivando a quota 1.468 euro. Il Veneto si conferma la regione con la spesa media mensile più elevata, pari a 2.975 euro, seguita da Lombardia (2.930) ed Emilia Romagna (2.854). Fanalino di coda la Sicilia con una spesa media mensile di oltre 1.000 euro inferiore a quella delle tre regioni del Nord.


Voci di spesa: si evidenzia un aumento del peso dei consumi alimentari pari a +19,1%. Per stringere la cinghia in tempo di crisi, le famiglie hanno messo in atto strategie di risparmio: la quota di chi ha dichiarato di aver limitato l'acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto al 2007 è superiore al 40%. E in un quadro di riduzioni dei consumi, ad aumentare sono solo le spese per combustibili ed energia. Stabili restano le spese per l'istruzione, comunicazione e tabacchi, mentre si registra una diminuzione per quanto riguarda l'abbigliamento, l'arredamento, la sanità e i trasporti sia pubblici che privati (acquisti auto e Rca).

Una famiglia su 10 fa spesa negli hard discount. Sono sempre più numerose le famiglie italiane che si rivolgono agli hard discount per acquistare generi alimentari: nel 2006 erano l'8,6%, nel 2007 il 9,7%, il 10,9% nel 2008.

Casa. La spesa media per il canone di affitto sostenuta dalle famiglie italiane mensilmente è di circa 362 euro, mentre per la rata del mutuo si spendono in media 465 euro al mese

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LA SOLITUDINE DELLE FAMIGLIE ITALIANE.

I dati confermano che nel nostro paese il peso dell'assistenza alla popolazione che invecchia ricade quasi del tutto sulla famiglia. O meglio, sulle donne e in particolare sulle figlie adulte. Che sempre più ricorrono ai servizi delle immigrate. Ora le nuove norme sull'immigrazione sono un'ulteriore conferma che lo Stato italiano è poco attento ai veri problemi delle famiglie. Non solo le abbandona sostanzialmente a se stesse Ma rende anche più difficile e complicato il ricorso alle risposte che, con difficoltà, tentano di darsi da sole. Per esempio, tramite le cosiddette "badanti".

Più che altrove le famiglie italiane sono sole: sono meno aiutate dalle politiche sociali, e quindi più sovraccariche di responsabilità nei confronti dei propri membri più deboli, e spesso sono anche maggiormente indotte a fare un passo indietro rispetto a importanti scelte di vita. È, del resto, un dato di fatto ampiamente riconosciuto che siamo uno dei paesi avanzati con sistema di welfare più obsoleto, meno in grado cioè di proteggere dai rischi e di promuovere scelte virtuose nella popolazione. Non a caso ci troviamo con occupazione giovanile tra le più basse e una delle peggiori combinazioni nell’area Ocse tra fecondità e partecipazione femminile al mercato del lavoro.

LAVORO FEMMINILE COME RISPOSTA ALL’INVECCHIAMENTO

La persistente denatalità dell’ultimo quarto di secolo ci ha fatti diventare uno dei paesi al mondo con maggior invecchiamento. Siamo però anche meno attrezzati a rispondere alle sfide che tale processo pone, proprio per la fragilità del nostro sistema di welfare e la bassa occupazione di giovani e donne. Svezia e Francia, ad esempio, hanno livelli di longevità simili ai nostri. Il cruciale rapporto tra anziani inattivi su occupati è però notevolmente peggiore nel nostro paese: uno su due, contro una media Unione Europea a 15 del 38 per cento. La causa è la nostra più bassa fecondità, che rende più pesante il numeratore, unita alla minor partecipazione femminile al mercato del lavoro, che rende meno corposo il denominatore.
Questo significa che le famiglie italiane, già tradizionalmente sole, si trovano con un crescente aumento della domanda di cura e assistenza dei propri membri anziani non autosufficienti. E che la spesa per protezione sociale, già ora molto squilibrata, è destinata a essere ancor più sbilanciata verso pensioni e sanità.
È ampiamente riconosciuto che una delle risposte principali all’invecchiamento della popolazione passa attraverso l’aumento dell’occupazione femminile, indispensabile per rendere più sostenibile il sistema delle finanze pubbliche da un lato, e più solido il benessere economico delle famiglie, dall’altro.
Ma proprio la combinazione tra accentuato invecchiamento e gravi carenze del sistema di welfare pubblico rischiano di comprimere la partecipazione femminile al mercato del lavoro. (1)

LE BADANTI COME RISPOSTA ALLE CARENZE DEL SISTEMA DI WELFARE

L’indagine Galca, Gender Analyses and Long Term Care Assistance, realizzata nell’ambito di un progetto promosso dalla Commissione europea e coordinato dalla Fondazione Giacomo Brodoloni, ha confrontato Italia, Danimarca e Irlanda, analizzando costi, strutture e responsabilità familiari. Nei primi due paesi, più del 90 per cento degli anziani viene assistito a domicilio o in appartamenti attrezzati, mentre l’Irlanda registra una quota di assistiti in “istituti” – case di riposo o residenze sanitarie – superiore al 20 per cento. Quando l’assistenza è a domicilio, però, in Italia è quasi esclusivamente un familiare, prevalentemente donna, che si fa carico degli anziani, mentre in Danimarca è il servizio pubblico.
I dati confermano come nel nostro paese il peso dell’assistenza alla popolazione che invecchia ricada quasi per intero sulla famiglia, o meglio sulle donne, e in particolare sulla generazione delle figlie adulte. Queste ultime si avvalgono sempre più dei servizi delle immigrate. In Italia troviamo infatti il maggior numero di lavoratori stranieri impegnati in quelli che statisticamente vengono chiamati “servizi alle famiglie”: il 10,8 per cento del totale, contro l’1,2 per cento del Regno Unito e l’1,9 per cento degli Stati Uniti.
Secondo stime prudenti, le sole badanti (escluse le colf) sono complessivamente 700mila, delle quali almeno 300mila senza permesso di soggiorno. Va detto che larga parte degli stranieri che lavorano nel nostro paese, a causa dei vincoli della legge vigente, entra comunque in Italia in modo irregolare. La successiva regolarizzazione per chi trova un impiego presso una famiglia non è però né semplice e né scontata. Una condizione che rimane quindi problematica e instabile, a svantaggio di tutti. Molte famiglie si trovano da un lato con un problema apparentemente risolto, ovvero con una persona che svolge l’attività di cura necessaria, ma dall’altro con un nuovo problema, ovvero la lunga e complicata procedura per sanare la situazione di irregolarità della colf o badante attraverso la lotteria del decreto flussi che fissa quote limitate. Ora, il Ddl sicurezza rende le cose, se possibile, ancora più dolorose e complicate con la norma che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale degli stranieri.
A perderci sarà la parte più virtuosa dell’immigrazione, le famiglie italiane con maggior necessità di assistenza, ma anche il sistema paese nel suo complesso. Supponiamo infatti che i cittadini italiani decidano di osservare rigorosamente la nuova legge. In tal caso, crollerebbe il sistema di welfare informale e precipiterebbe ulteriormente l’occupazione femminile. Un disastro, tanto più in una fase di recessione come l’attuale.
Una delle tante conferme che lo Stato italiano è poco attento ai veri problemi delle famiglie: non solo le abbandona sostanzialmente a se stesse e tarda a mettere in campo quelle riforme strutturali al sistema di welfare che consentirebbero al paese di crescere di più e ai singoli di vivere meglio, ma rende anche più difficile e complicato il ricorso alle risposte che le famiglie tentano, con difficoltà, di darsi da sole.

martedì 19 maggio 2009

STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA


pasquale orlando news sociali: STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA

lunedì 18 maggio 2009

STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA”

STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA

Il 22 maggio 2009 a Benevento, alla vigilia dell’annuale Marcia Benevento Pietralcina, si apriranno gli STATI GENERALI del Sistema ACLI della CAMPANIA sui temi della povertà e di un lavoro dignitoso per tutti.
“poVERtà___rediDIto___diGNItà___laVOro___coeSIone___sviLUPpo
STATI GENERALI DEL SISTEMA ACLI DELLA CAMPANIA”
Benevento, 22 maggio 2009
Ore 10 / 18
Museo del Sannio Piazza S.Sofia

La crisi economica e sociale che sta affliggendo la nostra regione richiede un momento di riflessione corale ed un programma di azioni di tipo sistemico, le ACLI CAMPANIA intendono offrire un’occasione di analisi e di confronto che parta dall’esperienza del Reddito di Cittadinanza e arrivi alla promozione di strategie multidimensionali integrate volte a prevenire e ridurre la povertà e a promuovere un mercato del lavoro inclusivo.
L’iniziativa risponde alle finalità dell’ Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale proclamato dal Parlamento europeo per il 2010 al fine di ribadire la volontà dell’Unione Europea di rafforzare un modello di società e di welfare che sappia coniugare una crescita economica sostenuta ed una maggiore coesione sociale.
La scelta, anche per la Campania, di un approccio sistemico e rivolto a coinvolgere tutti i soggetti politici, ecomici e sociali nasce dalla condivisione dell’approccio scelto dal Parlamento per l’Europa tutta: “Il problema della povertà e dell’esclusione sociale assume forme estese, complesse e multidimensionali. Esse sono correlate ad un ampio numero di fattori, ad esempio al reddito e alle condizioni di vita, alla necessità di possibilità di istruzione e di lavoro dignitoso, all’efficacia dei sistemi di protezione sociale, all’alloggio, all’accesso a servizi sanitari di qualità, e alla cittadinanza attiva. È auspicabile pertanto che i soggetti interessati siano coinvolti in tutte le aree di intervento.
Di conseguenza, la prevenzione e la lotta contro la povertà necessitano di politiche multidimensionali a livello nazionale, regionale e locale, che assicurino un equilibrio tra politiche economiche e sociali e strategie mirate per categorie o persone in situazioni di particolare vulnerabilità” (DECISIONE N. 1098/2008/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 ottobre 2008 riguardante l’Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale (2010)
In occasione degli STATI GENERALI, le ACLI CAMPANIA presenteranno
OSSERVATORIO DELLE INNOVAZIONI SOCIALI
un osservatorio permanente che attraverso una serie di indagini e di apporfondimenti intende favorire un’azione politica sempre più mirata ed incisiva.
I lavori si apriranno in mattinata con una ricognizione delle presenze in Campania delle ACLI, delle associazioni specifiche (Us.Acli, CTA, Acli Terra, Fap, Acli Colf, Anni Verdi, Unasp, etc) dei Servizi sociali ( Patronato Acli, Caf, Caa, etc.) nelle diverse articolazioni territoriali.
Saranno con noi esponenti delle istituzioni, della Chiesa, dell'associazionsimo.

giovedì 15 gennaio 2009

POVERTA' - Ancora "scariche" il 28% delle Social Card

tratto da

pasquale orlando news sociali: POVERTA' - Ancora "scariche" il 28% delle Social Card:


"Crescono gli attacchi dell’opposizione e delle associazioni di consumatori dopo la denuncia sulle Social card inutilizzabili perch�senza copertura. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vito, fornisce i dati del Tesoro: 'Caricate 420 mila Social card sulle 580 mila richieste nel 2008' (72%). Il caricamento non viene fatto in caso di 'irregolarit�rilevate tra i dati forniti e quelli presenti nelle banche dati delle pubbliche Amministrazioni' e 'accertamenti del mancato possesso dei requisiti per ottenere la Carta”. Finora “effettuate oltre 644mila transazioni per un importo medio pari a circa 33 euro'. vai>>"

lunedì 12 gennaio 2009

Colpo di scena sul bonus famiglia

Colpo di scena sul bonus famiglia, rinviati i termini al 28 febbraio: doppia beffaLo sconto fiscale arriverà solo in primavera, mentre le fasce di reddito non si toccano.di Martina Aureli Il Salvagente.
Il colpo di scena sul bonus famiglia c'è, ma si traduce in una doppia beffa. Da un lato, infatti, i termini per la presentazione delle domande "scivolano" al 28 febbraio e questo vuol dire che nessuno vedrà il bonus fiscale né nella busta paga di gennaio, né in quella di febbraio. Forse farà la sua apparizione a marzo, ma il grosso si sposterà verso la primavera inoltrata. Altro che intervento per le famiglie in difficoltà a fine 2008.Dall'altro, le fasce restano quelle fissate dal decreto anti-crisi, ampiamente criticate nelle settimane scorse, perché i fatti dimostreranno (com'è già accaduto per la Social card) che coprono una platea ben più ristretta di quella che è stata tanto pubblicizzata al momento del varo della misura.Le famiglie anche con due soli figli faticheranno a entrare nei paletti di uno slalom pressocché impossibile se si cumulano i redditi familiari.350 milioni di euro per gli assegnai familiariAlessandro Pagano, il parlamentare siciliano del Pdl che aveva presentato un efficace emendamento per correggere le fasce di reddito del Bonus famiglia, cerca ora di mischiare le carte in tavola e dice che, comunque, in commissione è stato varato un aumento degli assegni familiari per 350 milioni di euro. Ma gli assegni sono stati estesi anche ai lavoratori autonomi, riducendone così drasticamente l'impatto, mentre il Forum delle associazioni familiari fa notare - giustamente - che non c'è paragone fra le cifre degli stanziamenti per il Bonus e per gli assegnai messe a confronto: da un lato oltre 2 milioni di euro (che, Social Card insegna) bisognerà vedere se verranno effettivamente spesi e dall'altra parte i 350 milioni appena messi in billancio.Oltretutto le risorse verranno dai risparmi su un'altra inutile misure molto pubblicizzata al momento dell'inserimento del decreto anticrisi e rivelatasi del tutto inutile: quella sulla norma per gli aiuti ai mutuatari a tasso variabile, oltre il 4%, risibile nel momento in cui l'Euribor è calato (dati di ieri) 2,69%.Per i mutui, è stata, invece, approvata la proposta di revisione sulle regole per la portabilità, con le tariffe dei notai che, rispetto al dimezzamento previsto nella stesura originaria, per le surroghe sono state azzerate. Spetterà loro solo il rimborso spese. Banche e intermediari finanziari non potranno applicare costi di alcun genere, anche in forma indiretta.I pannolini per chi ha la Social CardE' stato inserito, tra gli emendamenti approvati, anche un contributo per l'acquisto di pannolini e latte artificiale per i figli da 0 a 3 mesi. L'aiuto è riservato alla platea che ha già diritto alla social card.Il testo lunedì va in aula, forse con la fiduciaIntanto, nel pomeriggio di sabato, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dato via libera al decreto legge anticrisi che lunedì approderà all'esame dell'Aula. I deputati della maggioranza hanno espresso parere favorevole, con un'unica votazione, a un ultimo pacchetto di emendamenti. Pd, Idv e Udc non hanno votato a favore del mandato al relatore e non hanno approvato l'ultimo pacchetto di novità introdotte.Il deputato dell'Udc, Gian Luca Galletti, ha però spiegato di non condividere il metodo (una sola votazione su una serie di proposte): "Avrei preferito voti distinti", ha infatti detto in commissione, esprimendo poco dopo alcuni pareri favorevoli sui singoli emendamenti.Critico il Pd: il governo lascia solo il paese"Il governo lascia solo il paese. Le misure sono assolutamente inadeguate. Le famiglie, le imprese, i lavoratori sono abbandonati in uno dei momenti più difficili della storia italiana": lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Bilancio Pier Paolo Baretta, al termine dei lavori delle Commissioni parlamentari sul decreto legge anticrisi."Non vogliamo fare allarmismi - dice ancora Pier Paolo Baretta - ma il testo che esce dalle commissioni ricalca quello approvato dal governo ed è del tutto insufficiente a rispondere alle necessità del paese".Fra i capitoli che lasciano più dubbi al Pd, "quello relativo alle norme sul trasferimento dei rami d'impresa. Si tratta - spiega Baretta - di una misura pensata per Alitalia e che viene generalizzata dal decreto. Noi avevamo presentato un emendamento soppressivo, ma non è stato accolto e così resta la norma varata dal governo, che apre un vulnus gravissimo perché tutte le imprese potranno scomporre gli assetti societari senza tutele per i lavoratori".Perplessità poi dal Pd anche sul capitolo del massimo scoperto: la stretta introdotta infatti "é ancora troppo morbida", spiega Baretta.Resta, infine, il dubbio se il governo porrà la fiducia:Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vito, dice che è prematuro pronunciarsi sulla fiducia, ma aggiunge che sicuramente il governo rispetterà "il lavoro svolto nelle commissioni così come è stato rispettato l'impianto originario del provvedimento".



pasquale orlando news sociali: Colpo di scena sul bonus famiglia

DL ANTICRISI: BAIO-BOBBA (PD), BONUS FAMIGLIE INADEGUATO

pasquale orlando news sociali: DL ANTICRISI: BAIO-BOBBA (PD), BONUS FAMIGLIE INADEGUATO

DL ANTICRISI: BAIO-BOBBA (PD), BONUS FAMIGLIE INADEGUATO
(ASCA) - Roma, 12 gen - ''Il bonus famiglie non e' per le famiglie. Il decreto anticrisi appena licenziato dalla commissione bilancio della Camera e' inadeguato a far fronte alla crisi economica delle famiglie, soprattutto quelle con figli minori e numerose''. Lo affermano i parlamentari del Pd Emanuela Baio e Luigi Bobba, commentando l'articolo apparso ieri su Avvenire ed oggi sul Corriere della Sera.''La famiglia con figli minori, quella con disabili e anziani a carico, dove si fa fatica ad arrivare a fine mese, dove si concentra la poverta' non e' nemmeno sfiorata da questo provvedimento, che invece - sostengono i due parlamentari - si rivolge ai single o alle coppie senza figli con redditi bassi. Per questo Governo sposarsi e avere figli significa avere carichi fiscali ed essere svantaggiati economicamente, in alcuni casi vuol dire essere poveri''.''Avevo gia' fatto presente in commissione lavoro il 16 dicembre scorso - prosegue Bobba- che la parametrazione utilizzata non poteva soddisfare i bisogni delle famiglie, anzi crea una del tutto ingiustificata discriminazione tra chi convive e chi e' regolarmente sposato con figli''. E continua Baio ''A due giorni dall'inizio del VI incontro mondiale delle famiglie a Citta' del Messico, organizzato dal Pontificio Consiglio della Famiglia, dove saro' presente per il Senato, avrei voluto portare una testimonianza forte della politica italiana, che evidenzi un'azione significativa nei confronti di chi decide di prendere delle responsabilita' nei confronti della societa', sposandosi e creando una famiglia orientata sulla stabilita' e sui figli, di chi crede nell'articolo 29 della Costituzione e vede la famiglia come vero tessuto primario della societa'. Un'altra importante occasione persa''.''Ci si aspettava una sferzata importante per ridare fiducia alle famiglie- concludono i parlamentari- ma i dati del CAF della Cisl parlano chiaro ed evidenziano che solo il 18% dei nuclei familiari potra' beneficiare del bonus, mentre il paradosso finale e' che di questa percentuale la maggior parte di beneficiari e' formata da coppie conviventi, in quanto potranno presentare una doppia richiesta e quindi usufruire di un bonus doppio. La centralita' della famiglia per questo Governo serve solo per gli spot elettorali e quando si tratta di fare politiche concrete il centrodestra e' single''.

venerdì 19 dicembre 2008

Acli Irpine “PRO-FAMILY”

Le ACLI Irpine, in sinergia con la VI circoscrizione del comune di Avellino e con la parrocchia Madonna Delle Salette dello stesso comune capoluogo, presentano il progetto in un contesto socio-economico, come quello di Rione Parco e di tanti altri quartieri, dove spesso le fragilità del tessuto familiare sono particolarmente presenti. Il percorso progettuale sarà realizzato dalle ACLI provinciali tenendo conto della parziale chiave di lettura dell’emergenza famiglia della parrocchia e della circoscrizione molto attive a Rione Parco.

Concretamente con la loro costante azione di forza educativa e sociale- su percorsi di testimonianza cristiana.-le ACLI costruiranno uno spazio d’incontro, con il costante coinvolgimento di tutti i servizi delle ACLI stesse, per informare e sostenere le famiglie in difficoltà. Si tratta di azioni positive concrete che vanno dalle ludico-ricreative per i minori, servizi di ascolto e di consulenza sulla responsabilità genitoriale, attività di sostegno e recupero scolastico rivolta agli allievi di scuola elementare e media, corsi di alfabetizzazione informatica per gli anziani, organizzazione di feste familiari e comunitarie. La presidenza provinciale delle ACLI, nell’intento di radicare l’associazione aclista su cadenza della presentazione del progetto, terrà una seduta del consiglio provinciale, il giorno 22 dicembre, presso il salone parrocchiale di rione parco messo a disposizione dal parroco Don Emilio Carbone.

L’occasione vedrà impegnati dirigenti aclisti, presidenti di circoli Acli, dirigenti ed operatori dei servizi sociali del sistema provinciale Acli.

L’incontro avverrà lunedì 22 Dicembre ’08 alle ore 18:00 presso la chiesa Madonna delle Salette di Avellino in Rione Parco, seguirà lo scambio degli auguri natalizi.


tratto da:

pasquale orlando news sociali: Acli Irpine “PRO-FAMILY”